Editorialisti

06 Marzo 2017

Se la Gd alza ancora il tiro

share Arianna Sorbara

 

Più volte su Ab abbiamo parlato in modo approfondito delle insegne della grande distribuzione, anticipando strategie, obiettivi commerciali e di come – soprattutto negli ultimi anni – si stiano muovendo per colmare il gap di fatturato.

 

Del resto, quando la Gds cresce, lo deve a fattori ben precisi. Il primo è sicuramente lo spostamento di quote di mercato dagli altri canali - ovvero nuove acquisizioni e/o nuove aperture - il secondo è un fenomeno più complesso e lento, perché presuppone un mutamento del modello commerciale, ovvero la migrazione degli assortimenti verso fasce più alte. Infatti, se si guarda con attenzione la proposta di alcune insegne, già da qualche tempo è più facile trovare prodotti di un certo livello rispetto al passato, e soprattutto marchi e design che fino a poco tempo fa si potevano acquistare solo nei retailer specializzati. Questo a significare che il privato, la qualità, ormai se l’aspetta, la vuole, e la trova anche in Gd, e non più solo negli showroom.

 

In ultimo, non possiamo non sottolineare la grande capacità che hanno di comunicare e di fidelizzare (e, di certo, il merito non è solo per l’uso che fanno del volantino e agli sconti come in molti sostengono… ). Con i clienti la Gd sfodera tutte le armi che ha, soprattutto quando si tratta di acquisirne di nuovi: li avvicina con l’offerta, li affascina con prezzo e servizio e, una volta a casa, non si dimentica di loro e li invoglia a entrare nella “community” creata appositamente per coinvolgerli e fargli vivere l’insegna, condividere progetti e valori, partecipare a iniziative dedicate, ecc, ecc. Insomma, la Gds sta ripercorrendo le orme della grande distribuzione alimentare che, già da anni, usa sapientemente la tecnica dell’impersonificazione (vedi Coop e Conad, per esempio) per togliere distanze e barriere, fisiche e comunicative, per far vivere al consumatore l’esperienza d’acquisto che si aspetta: ovvero quella relazionale, tipica del piccolo negozietto sotto casa, ma con i plus del mass market.

 

Quest’anno aspettatevi, quindi, grandi novità da parte dei vostri concorrenti della Gd, a partire da importanti campagne di comunicazione (soprattutto online) fino all’ingresso di nuove categorie merceologiche. È chiaro che la Gds ha affilato le armi e ha un obiettivo preciso, da realizzare a medio termine, che potremmo così riassumere: diventare il canale di riferimento quando si parla di casa e arredo. Sarà per questo che sempre più produttori di arredobagno (e non solo) stanno valutando di lavorare anche con loro?

 

Il dibattito è aperto.

 

La Redazione

Arianna Sorbara

Testarda e amante delle sfide. Cancro ascendente vergine (e ho detto tutto). A sei anni sognavo di diventare pompiere o sassofonista di una jazz band. Poi, un giorno, scrivo il mio primo articolo e mi innamoro di questo mestiere.
Amo il mio cane Rudolph, le crêpes (ma rigorosamente quelle che si mangiano nel quartiere Saint-Germain-des-Prés, a Parigi), le piante grasse e gli scarponi da trekking consumati dalle tante camminate fatte tra le montagne del Trentino.
Sono in Editoriale Duesse dal 2006 e lavoro su Ab da quando era ancora solo un progetto. Del mio lavoro mi diverte il fermento quotidiano, dar fastidio alla concorrenza e scovare quelle notizie che nessuno ancora ha trovato. Ma, quello che mi affascina di più, è fermarmi a osservare le dinamiche che regolano il mercato dell’arredobagno per capire quali saranno le tendenze nel futuro.


Archivio